Gianfranco Ravaglia

 

Illusioni e realtà nella relazione di coppia

(2003)

 

 

 

 

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DIFFUSIONE LIBRARIA

 

Con l’autorizzazione dell’Editore, riporto alcune parti dell’introduzione e del primo capitolo del libro, in cui sottolineo le ambiguità e le confusioni che caratterizzano l’uso corrente dei concetti di stima, amore e desiderio.

 

Nel secondo capitolo (che qui non riporto) prendo in considerazione il ruolo del desiderio e dell’amore in una relazione adulta e nel terzo capitolo (che qui non riporto) sottolineo la distinzione fra il concetto di bisogno (psicologico) e di desiderio per chiarire che spesso, nelle relazioni di coppia, antichi vissuti di bisogno radicati in dolorose esperienze dell’infanzia vengono confusi con il desiderio di contatto e vicinanza che caratterizza una relazione adulta. Ciò produce conflitti e stati d’animo apparentemente incomprensibili. Sulla distinzione fra bisogni e desideri rinvio i lettori anche al primo capitolo del saggio Il funzionamento psicologico adulto e quello difensivo, presente in questo sito.

 

Negli altri capitoli cerco di chiarire le ragioni per cui nelle relazioni di coppia possono affiorare stati d’animo apparentemente incomprensibili che compromettono la qualità del rapporto e spesso portano a conflitti irrazionali. Cerco anche di descrivere le condizioni che consentono un soddisfacente rapporto di coppia.

 


 

INDICE

 

Introduzione

 

1. Amore, stima, desiderio

1.1-Ambiguità nell'uso del concetto di amore - 1.2-Definizioni

 

2. Aspetti adulti della relazione di coppia

2.1-Desiderio e amore - 2.2-Fiducia - 2.3-Rispetto - 2.4-Disponibilità - 2.5-Impegno nella costruzione del rapporto - 2.6-Strutturazione del tempo e creatività

 

3. Progetti attuali e progetti "antichi" (difensivi)

3.1-Conflitti apparentemente incomprensibili - 3.2-Bisogni e desideri - 3.3-Il dolore e l'espressione del dolore - 3.4-Difese dal dolore - 3.5-Condivisione e sfruttamento nella relazione di coppia

 

4. Illusioni sull'innamoramento

4.1-L'innamoramento è irrazionale, capita, non è voluto - 4.2-L'innamoramento non è questione di interessi - 4.3-L'innamoramento si deve realizzare in un certo modo

 

5. Illusioni sulla fine dei rapporti sentimentali

5.1-Il tempo logora - 5.2-La convivenza logora - 5.3-La monogamia è insoddisfacente

 

6. Tappe della normale distruttività di coppia

6.1-Euforia e delusione - 6.2-Conflittualità esplicita o silenziosa - 6.3-Tipici disturbi individuali con conseguenze nella relazione di coppia

 

7. Esempi tratti dal lavoro analitico

7.1-Diana - 7.2-Tina - 7.3-Antonio - 7.4-Stefania - 7.5-Caterina - 7.6-Valentino e Alessia - 7.7-Renato

 

8. Tappe di una relazione adulta

8.1-Soddisfazione iniziale - 8.2-Crescita del rapporto - 8.3-Manifestazioni del rapporto - 8.4-Fine del rapporto

 

Conclusioni

 

Indicazioni bibliografiche

 

 


 

Ad Adriana,

con riconoscenza

 

 

In genere i rapporti di coppia non realizzano le aspettative delle persone e questo fatto dà luogo a relazioni stabili, ma conflittuali oppure a separazioni distruttive.

Quasi tutte le persone che per età sono in grado di costruire delle relazioni di coppia, continuano a temere profonde sensazioni di solitudine, di vuoto e di rifiuto sperimentate nell'infanzia e mai integrate ed accettate. Temendo di confrontarsi con esperienze attuali simili a quelle infantili più dolorose e mai superate, le persone adulte cercano di costruire relazioni sentimentali "rassicuranti" o comunque adatte a consolidare le loro chiusure emotive. (…)

 

(…)

 

Per capire qualcosa delle insoddisfazioni presenti in relazioni delicate e profonde come quelle di coppia bisogna purtroppo affrontare temi molto dolorosi: il rapporto con i genitori nell'infanzia, cioè nel periodo più delicato della vita in cui il bisogno psicologico di calore e di accettazione è fondamentale. In quel periodo i bambini sono disponibili a dissociarsi, chiudersi e irrigidirsi pur di perdere il contatto emozionale con situazioni che oltre ad essere frustranti minano il loro senso di sicurezza. Dobbiamo tener presente che anche il più austero padre di famiglia, la donna "angelo del focolare", le persone capaci delle più astute manovre seduttive sul piano sessuale, hanno un passato di bambini e bambine ed hanno sentito il terrore degli sguardi severi dei genitori, la pesantezza angosciante delle ore di solitudine, la svalutazione delle loro richieste di contatto fisico.

 

(…)

 

I bambini non soffrono solo quando subiscono violenze evidenti, ma soffrono terribilmente per la mancanza di risposte empatiche, di contatto emotivo, di sostegno psicologico. E diventano adulti poco empatici che evitano le emozioni profonde e che quando costruiscono relazioni sentimentali cercano di soddisfare bisogni antichi piuttosto che desideri attuali o di evitare vissuti dolorosi antichi piuttosto che vivere una reale intimità.

Una volta elaborato un progetto di vita difensivo, la dimensione sessuale e sentimentale adulta risulta inevitabilmente impoverita.

 

(…)

 

Lo scopo di un percorso analitico è fondamentalmente la comprensione dei modi in cui le persone evitano il contatto emotivo con vissuti antichi (infantili) non integrati e inconsciamente temuti. Il lavoro sulle difese consente alle persone di modificare il loro complessivo progetto di vita e di sperimentare emozioni più profonde senza paura; ciò rende superflue le chiusure, le manipolazioni e le illusioni che normalmente disturbano i rapporti di coppia o li portano al fallimento.

Mi propongo di chiarire alcuni nodi fondamentali relativi ai problemi di coppia evitando un linguaggio specialistico e rinunciando ad appesantire il testo con note e citazioni. Eviterò tuttavia di proporre spiegazioni semplicistiche e soprattutto di gratificare i lettori con amenità rassicuranti; credo ci siano già troppe pubblicazioni che promettono "la consapevolezza di se stessi", "la capacità di amare", la "liberazione della propria sessualità" e "la realizzazione dell'armonia nella coppia". Ho tentato di scrivere un saggio "per tutti" che però si inserisce in un quadro teorico di riferimento articolato.

 

(…)

 

La vita umana scorre nella gioia e nel dolore; per molti aspetti scorre in balia degli eventi e per altri è affidata alla responsabilità di ogni persona. Molti eventi dolorosi, molte esperienze di mancanza o di perdita semplicemente capitano; altre volte il dolore viene prodotto da situazioni create da altri o dalla società; altre volte le persone si autoinfliggono sofferenze sottomettendosi a pregiudizi, concezioni moralistiche, idee stupide. Anche le persone che per certi aspetti sono privilegiate soffrono; soffrono anche quelle che possono identificarsi nei personaggi di un film d'evasione o in uno spot pubblicitario. Soffrono a volte in modo autentico per ragioni comprensibili, ma più spesso soffrono nevroticamente perché si sentono imprigionate nel rancore o perché si sentono incomprese mentre in realtà si rifiutano di comprendere gli altri; soffrono perché non hanno la percezione della loro dignità e della loro libertà; soffrono perché non amano e credono di aver bisogno di essere amate.

 

(…)

 

L'analisi permette di capire e sentire che la gioia è possibile solo se si accetta uno sfondo di dolore e che anche il dolore esiste su uno sfondo di gioia. (…) Nessun libro può dare questo tipo di aiuto. Sarei però felice se questo breve saggio producesse risultati più modesti ma comunque significativi. Tra questi, lo scardinamento di pregiudizi comuni e di modi di pensare rassicuranti ma irrazionali, la crescita di dubbi su idee non sottoposte a riflessione critica e soprattutto la propensione a mettersi in discussione in modi rispettosi e non colpevolizzanti.

 

(…)

 

Il termine "amore" é usato con significati molto diversi e ciò dà luogo a facili fraintendimenti. A volte si dà al termine "amore" un significato molto generale e si parla quindi di amore per il/la partner, così come per i figli, i genitori, le persone care, gli animali, i gruppi sociali ed i valori. Altre volte invece si parla di "amore" solo facendo riferimento ad una relazione di coppia. Facendo riferimento alla prima accezione del termine è possibile dire "amo mia moglie" ma anche "amo gli amici" o "amo la libertà". Facendo riferimento alla seconda accezione del termine si dice facilmente "ti amo" alla moglie, ma con difficoltà ad un amico. Nel primo caso si può dire "Ti amo tanto, ma ti lascio perché il nostro rapporto non va come vorrei", mentre nel secondo si dice "Non ti amo più". Nel linguaggio quotidiano si passa continuamente dalla prima definizione alla seconda.

A volte si considera l'amore come un'emozione strettamente collegata ad un desiderio (come nel caso dell'amore per il/la partner) mentre altre volte si considera l'amore "vero" come un sentimento "disinteressato" (l'amore divino, l'amore per i figli, ecc.). Non è ben chiaro quindi se l'amore debba essere associato alla stima (e quindi al desiderio di fruire di qualità attribuite all'oggetto d'amore) o se debba essere distinto dalla stima ed essere considerato un sentimento "libero da desideri e passioni".

Il concetto di amore viene quindi utilizzato per indicare un'estensione a volte ampia ed a volte ristretta di eventi psicologici, e viene anche utilizzato con significati molto diversi. Nel linguaggio quotidiano, nella poesia, nella filosofia e nelle canzoni, il concetto di amore ha ricevuto sia definizioni esplicite e chiare ma contrastanti, sia definizioni implicite confuse ed ambigue.

Questi vari usi del termine "amore" non facilitano le riflessioni sulla relazione di coppia e per trattare in modo sensato e coerente tale argomento ho ritenuto necessario esplicitare una definizione abbastanza precisa del concetto di amore ed anche dei concetti di stima e di innamoramento.

 

(…)

 

Utilizzerò il concetto di amore (e quello di affetto, inteso come sfumatura più lieve dell'amore) in un'accezione adatta ad indicare una benevolenza disinteressata, non possessiva. Preferisco non parlare di amore per indicare (come nelle canzoni popolari) il sentimento relativo ad un'intensa relazione passionale, perché in quest'ultima può esserci o non esserci una benevolenza "disinteressata". Come vedremo in seguito il desiderio di vicinanza fisica ed emotiva può essere realistico e adulto o irrealistico e nevrotico, ma per il momento basta dire che per capire un rapporto occorre capire prima di tutto se è centrato sul piacere della gratificazione che permette o anche su un'accettazione profonda dell'altra persona e sul riconoscimento di essa in quanto persona.

Considero importante questa distinzione su un piano psicologico e non intendo proporla per ragioni morali o moralistiche. Personalmente non trovo nulla di disdicevole nel fatto che due persone si incontrino casualmente, si trovino molto attraenti e facciano sesso. La distinzione fra la componente amorevole e piacevole di un rapporto è fondamentale per ragioni che prescindono dall'etica: nei casi in cui è presente un forte desiderio di vicinanza fisica e psicologica ed è anche presente una disinteressata benevolenza, il contatto emotivo fra un uomo ed una donna ha caratteristiche molto diverse da quelle che accompagnano una relazione basata solo sul desiderio o solo sulla benevolenza. Nelle diverse situazioni entrano in gioco aspetti distinti delle persone coinvolte, si delineano obiettivi diversi, si manifestano fragilità diverse.

Un rapporto piacevole con uno scarso sentimento di amore porta le persone ad attivarsi nella sessualità, nella curiosità per certi aspetti della vita del/della partner (e non per altri) e implica facilmente (ma non necessariamente) il timore di un abbandono. Un rapporto includente il desiderio e l'amore porta le persone a cercare anche il bene dell'altra persona ed implica soprattutto il timore di qualsiasi cosa possa condizionare negativamente sia il rapporto, sia l'altra persona. In un rapporto basato sul desiderio e sull'amore la dipendenza reciproca è diversa e più profonda di quella presente in un rapporto basato solo sul piacere della vicinanza perché implica quest'ultima e si dilata a partire da essa.

Una relazione di coppia può funzionare prevalentemente sulla base del desiderio di vicinanza sessuale e psicologica oppure sulla base del desiderio e dell'amore, ma non può funzionare su un piano adulto se non è alimentata dal desiderio sessuale. La sessualità sembra cioè il fattore che caratterizza una relazione di coppia, anche se può ridimensionarsi quando le persone raggiungono un'età molto avanzata o vengono colpite da gravi disturbi di salute. Negli altri casi, l'esigenza di una relazione asessuale, manifestata da una delle due persone o da entrambe, esprime qualche forma di attaccamento illusorio, irragionevole, nevrotico che, come tale lascia poco spazio ad un autentico sentimento d'amore.

 

(…)

 

Se le componenti portanti in una relazione di coppia sono infantili e quindi illusorie e nevrotiche, si accompagnano a più o meno consapevoli sensazioni di delusione e di ostilità, e non lasciano molto spazio all'amore.

Utilizzerò il concetto di stima nell'accezione ricorrente di valutazione positiva di qualità personali ed applicherò tale concetto alla componente della relazione di coppia sostenuta dal desiderio di intimità fisica, emozionale e mentale. Ovviamente la stima non è un desiderio ma un giudizio che afferma la presenza di certe qualità in una persona e che rende tale persona "fruibile" e quindi desiderabile. Stimiamo (in base a criteri soggettivi) un/una partner considerando la compatibilità dei suoi aspetti fisici e psicologici con le nostre aspettative. Quindi, due persone si scelgono per costituire una coppia sulla base della stima anche se sono aperte alla dimensione dell'amore. Il desiderio di provare piacere fa scegliere il/la partner che manifesta caratteristiche personali apprezzabili e che quindi risulta appagante e piacevole.

Brutalmente si deve dire che due persone si uniscono "per interesse", non "per amore". In molti rapporti di coppia l'amore non conta molto, in altri è presente fin dall'inizio, in altri cresce gradualmente. Tuttavia nessun rapporto inizia senza un desiderio (quello di provare piacere vivendo con una particolare persona) e quindi senza una stima di base (la valutazione del/della partner come compagno/a capace di procurare piacere). Questo è inevitabile sia quando i desideri implicati si collocano su un piano adulto, sia quando hanno caratteristiche difensive.

 

(…)

 

Questa descrizione può apparire poco "romantica" o "spirituale", ma una volta definito l'amore come un'emozione disinteressata (un "voler bene", cioè un "volere il bene dell'altra persona") si deve ammettere inevitabilmente che si sceglie un/una partner "per interesse" e non "per amore", poiché ognuno ama moltissime persone, ma sceglie solo una persona per costruire una relazione di coppia e compie tale scelta proprio perché ritiene tale persona "compatibile", gradevole e desiderabile.

A questo punto, dopo aver considerato l'amore e la stima come le due variabili basilari di una relazione breve o lunga di coppia e dopo aver considerato la stima come l'elemento specifico che rende possibile la relazione, dobbiamo concludere che l'innamoramento va inteso come quell'insieme di sensazioni, emozioni, pensieri e comportamenti che manifestano la convinzione di aver trovato un/una partner molto "stimato/a". Se l'innamoramento ha quindi a che fare con la soddisfazione (realizzata e/o prevista), non riguarda essenzialmente l'amore, dato che l'amore è stato definito come l'emozione che esprime un'apertura, un'accettazione e che non si connette all'idea di una "conquista". Ovviamente l'innamoramento non esclude l'amore ma può manifestarsi con tutto il suo corredo di manifestazioni psicologiche, comportamentali e fisiologiche anche indipendentemente da esso. Potremmo dire che "mi sono innamorato" rende bene l'idea di aver fatto un buon affare, mentre "ti amo" suona come un dono prezioso fatto al/alla partner.

Queste definizioni sono, come tutte le definizioni, convenzionali. Tuttavia in queste pagine saranno coerentemente rispettate allo scopo di evitare le ambiguità, gli equivoci e le contraddizioni che così frequentemente sono presenti nelle conversazioni che vertono sui rapporti di coppia.

 

(…)